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Silvia Ranfagni
Corpi liberi
La storia di Mark, Alex e Silvia: una persona trans, una non binaria e una madre spiazzata in cerca risposte
Editorial
Diritti e sensibilizzazione

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“Mamma sono trans” è la frase che mi è piombata addosso in un giorno qualunque mentre scolavo gli spaghetti. È iniziato così il mio maldestro tentativo di capire chi è davvero quel tredicenne che credevo “figlia” e ho imparato a chiamare “figlio” Se ci sono riuscita è anche grazie a Mark, una persona trans apparsa nella mia vita con tutto il suo coraggio quando io non capivo più niente.

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Silvia è una madre come tante, con una figlia come tante, che frequenta la scuola media. Un giorno, mentre la madre sta scolando la pasta per il pranzo, la figlia le dice a bruciapelo: “Mamma, sono trans. Anzi, sono non binario”. Per Silvia, è l’inizio di una nuova fase della vita, quella in cui prova a stare vicino a una figlia che chiede di essere chiamata al maschile con un nome diverso: Alex. Grazie al sostegno del SAIFIP, un servizio di un ospedale romano dedicato alla disforia di genere, Alex inizia il proprio percorso terapeutico, mentre Silvia si pone sempre più domande: davvero conosce così poco suo figlio? Come è stato possibile non accorgersi di nulla? Proprio al SAIFIP, Silvia conosce Mark, un ragazzo siciliano che sta affrontando un percorso di transizione. Parlando con lui, Silvia cerca le risposte che le sfuggono e che non riesce a trovare nel confronto con Alex, anche a causa di un rapporto che si fa sempre più complicato. Le vite di Mark e di Alex sembrano viaggiare in parallelo: entrambi hanno avuto infanzia e adolescenza segnate da una sofferenza profonda, di cui lasciavano trasparire poco o niente. Conoscendo più a fondo la storia di Mark e continuando a frequentare il SAIFIP, Silvia entra in contatto con una vita quotidiana scandita dall’impossibilità di accettare il proprio corpo. Un disagio che per entrambi sfocia in una sequela di ferite auto-inferte e si spinge anche a pensieri di suicidio. Per trovare le chiavi del rapporto con Alex, Silvia va a trovare Mark a casa, in Sicilia. Lì conosce i suoi genitori: nelle loro difficoltà ritrova le proprie difficoltà, ma soprattutto conosce una realtà a suo modo estrema, quella di un paesino di poche persone sulle pendici dell’Etna. Per Mark è stato difficile trovare i propri spazi: per anni ha cercato di nascondere in ogni modo il proprio corpo, fino a rinunciare ad andare in spiaggia con gli amici, condannandosi alla reclusione nelle caldissime estati siciliane. Ad aiutare Mark nel suo coming out è una professoressa, che per prima capisce cosa si nasconde dietro il suo sguardo triste: grazie a lei, Mark scrive una lunga lettera alla sua famiglia e fa coming out con i compagni di classe: anche Alex chiede aiuto a un insegnante, è l’ennesimo tassello di due storie che sembrano viaggiare in parallelo e che conoscono un primo innamoramento. Mentre Mark viene rifiutato dalla madre di una ragazza di cui è innamorato, il non binario Alex si fidanza con un maschio. E qui torna in gioco Silvia, convocata dalla madre del fidanzato di Alex: una donna che, come lei, ha visto crollare tutte le proprie certezze sul figlio. A distanza di un anno dal coming out di Alex, Silvia è pronta a fare un bilancio e a confrontarsi con il figlio con franchezza. Non è stato un anno facile, per niente, ma adesso Silvia ha la consapevolezza che Alex doveva prendere questa strada: lei non era pronta e forse ancora non lo è, ma lui sì. Silvia ora lo sa e finalmente può dire ad Alex: “Sei esattamente chi ho sempre voluto tu diventassi”.
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Credits

Corpi liberi è una produzione di Spotify Studios in collaborazione con Chora Media
Scritta da Silvia Ranfagni e Giovanni Piperno
Supervisione editoriale di Stefano Bises
Cura editoriale di Sabrina Tinelli
Sound design e sigla di Luca Micheli
Post produzione di Mattia Liciotti e Guido Bertolotti
(Post produzione di Mattia Liciotti)
Editing e redazione: Francesca Abruzzese
Executive producer Valentina Meli e Jacopo Penzo
I fonici di presa diretta sono: Blu Falabella, Lorenzo Ferrillo, Fabio Santesarti
I fonici di studio sono Filippo Mainardi e Mattia Liciotti
Musiche su licenza di Universal Music Publishing Ricordi Srl e di Machiavelli Music

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Silvia Ranfagni

Dopo la laurea, Silvia Ranfagni ha frequentato un corso di cinema alla New York University e in seguito ha lavorato come assistente alla regia in film di Bernardo Bertolucci, Anthony Minghella, Giuseppe Tornatore e molti altri. Da sceneggiatrice ha lavorato con Carlo Verdone, Ferzan Otzpetek, Lamberto Bava, tra altri registi, ed è stata candidata al David di Donatello (2006 e nel 2020) con “Il mio miglior nemico” e “La Dea Fortuna”‘. Il film da lei scritto con Massimo Andrei, “Mater Natura” ha vinto la Settimana della Critica nel 2005. E’ stata docente di Scrittura Creativa e Sceneggiatura alla Rufa, Rome University of Fine Arts dal 2017 al 2019. Ha pubblicato articoli su MicroMega, il Venerdì di Repubblica, Marie Claire e altre testate e con la casa editrice E/O ha pubblicato un romanzo dal titolo “Corpo a Corpo”

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Giovanni Piperno

Ha diretto numerosi documentari tra i quali, Un thè sul set (co diretto con Laura Muscardin) al Festival di Venezia del 1995, Intervista a mia madre in onda su RAI 3, Il film di Mario trasmesso anche da ARTE (entrambi assieme ad Agostino Ferrente) e L’esplosione vincitore del Torino Film Festival 2003 e candidato ai David di Donatello 2004. CIMAP! centoitalianimattiapechino, ha partecipato al Festival di Locarno 2008 ed ha vinto il premio Libero Bizzarri 2009. Il film su la famiglia Agnelli, Il pezzo mancante, dopo la partecipazione al Torino Film Festival 2010, è uscito in sala nel 2011 e andato in onda su RAI 1. Le cose belle, codiretto con Agostino Ferrente, ha partecipato al Festival di Venezia 2012, vinto venticinque premi ed è uscito nelle sale italiane nel 2014. Con il film collettivo 9×10 novanta ha partecipato al festival di Venezia 2014. Alla Festa del Cinema di Roma 2015 ha presentato il cortometraggio Quasi Eroi che ha vinto il Nastro d’Argento come miglior corto del 2016. Dal 2020 insegna regia del documentario alla Scuola Gian Maria Volonté e dal 2017 è direttore del Perugia Social Film Festival. Sta ultimando il documentario Cipria, prodotto da Luce Cinecittà.

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